Relazione con i clienti · Risorse

Sollecitare i documenti
senza rovinare il rapporto

Il cliente che consegna tardi è spesso il cliente a cui si tiene di più. Per questo il sollecito è il messaggio più difficile da scrivere di tutto lo studio.

Di Reinier Berrillo · 18 luglio 2026

Perché i solleciti falliscono

Tre errori ricorrenti: arrivano tardi (a ridosso della scadenza, quando la richiesta suona come un'accusa), sono generici («ci mancano dei documenti» — quali?), e cambiano tono a seconda di chi li scrive e di quanta fretta ha quel giorno.

Le regole che funzionano

RegolaIn pratica
Specifico, non generico«Manca l'estratto conto di giugno di Banca X», non «mancano documenti».
Presto, non all'ultimoIl primo promemoria a metà periodo, quando aiutare è ancora possibile.
Stesso tono, sempreCordiale, breve, senza colpevolizzare: il tono dello studio, non dell'urgenza.
Un canale prevedibileSempre dallo stesso indirizzo, così il cliente lo riconosce e non lo perde.
Lista completa, non a rateTutti i mancanti in un messaggio: dieci richieste separate stancano chiunque.

Una struttura che potete copiare

Saluto personale → cosa è già arrivato (riconoscere il lavoro fatto) → cosa manca, in elenco puntato con periodo → entro quando serve e perché → come inviarlo → chiusura cordiale. Sei righe, mai di più.

Il punto delicato è la costanza: scrivere così un sollecito è facile; scriverne trenta al mese, tutti i mesi, con la stessa cura, è il vero lavoro.

Come lo facciamo noi

Clara rileva i mancanti confrontando ciò che è arrivato con ciò che tipicamente serve, e prepara i solleciti nel tono del vostro studio — specifici, completi, puntuali. Non parte nulla senza la vostra approvazione: il rapporto con il cliente resta in mani vostre, sparisce solo la fatica di ricordare e riscrivere.

Di Reinier Berrillo, fondatore di Vetta Milano · 18 luglio 2026 · chi scrive