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Wallbox o presa di casa per ricaricare l'auto elettrica?
Caricare l'auto dalla presa domestica si può, ma è lento e scalda l'impianto. Differenze con la wallbox, potenza del contatore e cosa deve fare l'elettricista.
Molte auto elettriche arrivano con un cavo da collegare alla presa di casa. Funziona, ma è pensato per l’uso occasionale: la ricarica è lenta e la presa lavora per ore al massimo della sua capacità. Per caricare ogni giorno serve una wallbox, collegata a una linea dedicata e protetta come chiedono le norme.
In breve
Presa di casa con cavo dell’auto Wallbox Velocità Bassa Più alta, secondo potenza disponibile Uso consigliato Occasionale Quotidiano Impianto Presa esistente, da far controllare Linea dedicata con protezioni specifiche Gestione della potenza No Spesso sì, evita che salti il contatore
La presa di casa
Il cavo di ricarica “da presa” limita la corrente proprio per non surriscaldare la presa. Anche così, una ricarica completa può richiedere molte ore. Il rischio non è la presa nuova di un impianto a norma, ma la presa vecchia, la ciabatta o la prolunga: per ore passa molta corrente e i contatti si scaldano.
Se usa la presa, che sia dedicata, in buono stato, controllata da un elettricista, e senza prolunghe né adattatori.
La wallbox
È un apparecchio fisso, collegato al quadro con una linea sua. Dialoga con l’auto, controlla la ricarica e include o richiede protezioni specifiche contro le dispersioni di corrente. Molte wallbox hanno la gestione dinamica della potenza: misurano quanto sta consumando la casa e caricano l’auto con il resto, così il contatore non stacca.
L’installazione la fa un elettricista abilitato, che alla fine rilascia la dichiarazione di conformità (DM 37/2008).
Basta il contatore da 3 kW?
Con la gestione dinamica la wallbox può funzionare anche con 3 kW, ma la ricarica sarà lenta quando in casa si usano altri apparecchi, ad esempio di sera. Per ricariche più rapide si può aumentare la potenza: ne parliamo nella guida su come aumentare la potenza del contatore.
Un modo semplice per stimare il tempo: divida i kWh che deve ricaricare per i kW di ricarica. Con 20 kWh da reintegrare e 2 kW disponibili servono circa 10 ore; con 6 kW, poco più di 3 ore.
In box, cortile o condominio
Il box privato in condominio è il caso più comune. La linea per la wallbox può partire dal contatore dell’appartamento o da un contatore dedicato: lo valuta l’elettricista in base alla distanza e allo spazio. Se i cavi passano in parti comuni, va informato l’amministratore.
Detrazioni
Per le colonnine di ricarica domestiche ci sono regole fiscali specifiche: le trova nella guida sul bonus colonnine domestiche 2026.
Domande frequenti
Posso installare la wallbox da solo?
No. È un collegamento fisso all’impianto elettrico: lo deve fare un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità.
La wallbox funziona con tutte le auto?
Le wallbox con il connettore europeo standard (Tipo 2) funzionano con quasi tutte le auto vendute in Europa. Controlli il connettore della sua auto e la potenza massima che accetta.
Conviene una wallbox trifase?
Solo se l’impianto di casa è trifase e l’auto accetta la ricarica trifase. Nelle case la fornitura è quasi sempre monofase.
Vuole installare una wallbox? Ci racconti cosa le serve: cerchiamo un elettricista abilitato della sua zona e controlliamo l’abilitazione prima di mandargli il lavoro.
È un lavoro da far fare?
Lo scriva con parole sue: capiamo chi serve e lo cerchiamo nella sua zona, tra imprese con partita IVA, che le mostriamo quando accettano. Se nella sua zona non abbiamo ancora nessuno, glielo diciamo subito. Gratis per lei.