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Prima di far entrare un artigiano in casa: 7 cose da chiedere

Partita IVA, abilitazioni, preventivo scritto, dichiarazione di conformità, fattura e i giorni per contestare un difetto: le domande che la tutelano.

3 min di lettura Redazione Vetta

Un lavoro fatto bene comincia prima che l’artigiano entri in casa. Sette domande semplici la proteggono da sorprese sul prezzo, da lavori non a norma e da difetti che nessuno vuole sistemare.

1. Ha una partita IVA attiva?

Chi lavora in regola ha una partita IVA e la scrive su preventivo e fattura. Se vuole controllarla, l’Agenzia delle Entrate ha un servizio pubblico di verifica della partita IVA sul suo sito.

2. È abilitato per questo lavoro?

Per gli impianti di casa la legge (DM 37/2008) chiede un’impresa abilitata per il tipo di impianto:

Lettera Impianto
A Elettrico
B Radiotelevisivo ed elettronico
C Riscaldamento, climatizzazione e refrigerazione
D Idrico e sanitario
E Gas
F Ascensori e sollevamento
G Antincendio

Per i condizionatori serve anche la certificazione F-gas. Per portare via mobili e rifiuti da uno sgombero, l’impresa deve essere iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali.

3. Mi fa un preventivo scritto?

Il preventivo scritto è la sua tutela. Controlli che indichi cosa viene fatto, i materiali, la manodopera, i tempi, l’IVA e fino a quando è valido. Se il lavoro cambia strada facendo, si faccia aggiornare il preventivo prima, non a fine lavoro.

4. Mi rilascia la dichiarazione di conformità?

Per i lavori sugli impianti, a fine intervento l’impresa deve rilasciare la dichiarazione di conformità (DM 37/2008). Non è burocrazia: serve per vendere o affittare casa, con l’assicurazione e per molte detrazioni fiscali. Se l’artigiano dice che “non serve”, è un campanello d’allarme.

5. Mi fa fattura? Come pago?

Chieda la fattura e paghi con un mezzo tracciabile. Se vuole una detrazione fiscale, di solito serve il bonifico parlante, quello apposito: chieda al suo commercialista o al CAF quale serve nel suo caso.

6. Quando inizia e quando finisce?

Si faccia scrivere le date, anche indicative, e cosa succede se il lavoro si allunga. Serve a tutti e due.

7. E se dopo c’è un difetto?

Qui c’è un dettaglio che pochi conoscono: i giorni per contestare un difetto cambiano a seconda di chi fa il lavoro.

  • Se il lavoro lo fa un’impresa (contratto d’appalto), deve segnalare il difetto entro 60 giorni da quando lo scopre, e l’azione va avviata entro due anni dalla consegna (articolo 1667 del Codice civile).
  • Se lo fa un artigiano che lavora da solo (contratto d’opera), i giorni per segnalarlo sono solo 8, e l’azione va avviata entro un anno dalla consegna (articolo 2226 del Codice civile).

In tutti e due i casi: segnali il difetto per iscritto, subito, con foto e data.

Come lavora Vetta

Prima di mandare il suo lavoro a un professionista, controlliamo la partita IVA e, per impianti elettrici, wallbox, climatizzatori e sgomberi, anche l’abilitazione di legge. Il suo numero lo vede solo chi accetta. Il preventivo, però, lo fa il professionista e lo decide lei: le sette domande valgono anche con noi.

Ha un lavoro da far fare? Ci racconti cosa le serve: per lei è gratis. Legga anche la nostra garanzia.

Fonti

  • Decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, sugli impianti negli edifici (articoli 1 e 7)
  • Codice civile, articoli 1667 (difformità e vizi dell’opera nell’appalto) e 2226 (difformità e vizi nel contratto d’opera)
  • Agenzia delle Entrate, servizio di verifica della partita IVA

È un lavoro da far fare?

Lo scriva con parole sue: capiamo chi serve e lo cerchiamo nella sua zona, tra imprese con partita IVA verificata. Gratis per lei.

Usiamo quello che scrive solo per trovarle un professionista. Informativa privacy.

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